TARTUFO BIANCO

TARTUFO BIANCO PREGIATO
DI ACQUALAGNA

Disponiamo di tutte le varietà e diverse pezzature, per ogni esigenza e secondo stagionalità.

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TARTUFO BIANCO PREGIATO
TARTUFO BIANCO PREGIATO
tartufo bianco pregiato fresco di acqualagna

Il Tuber magnatum pico, più comunemente conosciuto come tartufo bianco pregiato, è una varietà di tartufo raccolta tra il 30 settembre e il 31 dicembre. Si tratta di una tipologia di grande pregio, che cresce in zone collinari e in pianura, su terreni argillosi o marnosi, mai eccessivamente secchi.

Tartufo bianco pregiato: le caratteristiche

Il suo microclima è assai difficile da trovare: il bianco pregiato cresce e si sviluppa in maniera spontanea su terreni situati in luoghi areati e ben umidi, specialmente nei pressi di salici, pioppi, tigli, querce o faggi, piante alle quali maggiormente si lega. La colorazione del peridio, la cosiddetta scorza, è variabile ed assume tonalità gialle, a volte perfino tendenti al verde oliva. Il suo peso medio si aggira attorno ai 50-200 grammi, anche se in alcuni – fortunati – casi può raggiungere i 500 grammi!  Il suo corpo è globoso e nodulare, ma vellutato al tatto, il suo interno è bianco alla base e costellato di puntinature di colore che ne ricoprono la superficie, dal marrone chiaro al rosso mattone. Il suo profumo è senza dubbio ciò che ne contraddistingue il pregio, infatti esso è intenso ma armonioso e mai eccessivo. Il sapore è anch’esso intenso ma equilibrato, a tratti agliaceo e piccantino: una vera esplosione per il palato. Il tartufo bianco è di certo la tipologia di tartufo più rara: da ciò ne deriva l’instancabile ricerca per piatti prelibati dei migliori intenditori e dei palati più sopraffini. Al contrario del tartufo nero, la spontaneità del bianco pregiato lo rende incoltivabile, cresce infatti esclusivamente spontaneamente e per di più solo su territorio italiano e in pochissime altre zone. La sua rarità ne richiama la bellezza, senza eguali, di un prodotto così complesso che, al tempo stesso, va gustato nel modo più semplice. 

L’impiego in cucina del tartufo bianco

Fra i tartufi più profumati, è anche estremamente saporito: queste caratteristiche primarie ne esigono un utilizzo rigorosamente a crudo, tagliato molto finemente con apposito strumento e poi adagiato sulla pietanza prescelta. Fra le eccellenze del made in Italy, si tratta di un prodotto ricercato, apprezzato e invidiato in tutto il mondo. Sebbene in ogni cucina esistano ricette che impiegano il tartufo bianco nelle maniere più disparate, la tradizione d’Acqualagna insegna che questa tipologia di tartufo mal sopporta le alte temperature, perdendo istantaneamente il suo complesso bouquet di sapori e odori, motivo per cui va gustato semplicemente al naturale. Perfetto per accompagnare sapori non troppo forti, che non lo sovrastino, come ad esempio le uova, i formaggi o ancor meglio le classiche tagliatelle al tartufo bianco pregiato di Acqualagna: semplice pasta fatta in casa arricchita da burro, olio e una grattata di tartufo fresco, la perfezione in pochissime mosse. 

Acqualagna e il Tartufo bianco pregiato

È ritenuto l’eccellenza fra i tartufi e Acqualagna può vantarne la sua varietà più distintiva, con tanto di denominazione regolamentata secondo la legge. Il tartufo bianco pregiato di Acqualagna cresce e si sviluppa grazie ad un microclima ideale e, al tempo stesso, delicatissimo. Le terre che caratterizzano Acqualagna infatti sono libere dall’industrializzazione, rendendo così facile e ottimale la riproduzione delle spore che danno origine al tartufo bianco pregiato. Il bianco di Acqualagna si caratterizza per la forma irregolare con piccole cavità, un peridio il cui colore varia dall’ocra al giallo tenue, a volte con macchie brune, e una gleba segnata da venature e ramificazioni sottilissime che possono essere bianche, marroni oppure rosate, un colore unico che è possibile riscontrare solo nei veri tartufi di Acqualagna, grazie alla presenza di una pianta particolare, la sanguinella, alla quale il tartufo si lega per crescere in un rapporto simbiotico. Oltre alla sanguinella predilige roverelle, querce, tigli, salici e pioppi, nonché terreni umidi e soffici, ricchi di calcio. Il suo profumo è inconfondibile e persistente, il suo sapore ha una note dolce e agliacea molto penetrante. A seconda delle annate, questa varietà di tartufo che è la più pregiata sul mercato, può raggiungere in base alla pezzatura anche una quotazione di migliaia di euro al kg.